
Prima Dama Melania Trump
La Casa Bianca
Washington, DC 20500
Gentile signora Trump,
Il Suo ruolo pubblico di Prima Dama degli Stati Uniti rappresenta un’importante opportunità per richiamare l’attenzione sulla necessità di rafforzare la protezione dei civili colpiti dai conflitti armati. Apprezziamo il Suo impegno nel mettere in luce le conseguenze umanitarie della guerra e, in particolare, la drammatica situazione dei gruppi più vulnerabili che ne sono colpiti.
Ci rivolgiamo a Lei a nome della campagna People First, un’iniziativa internazionale che chiede la liberazione delle persone detenute in relazione alla guerra della Russia contro l’Ucraina, compresi i civili ucraini detenuti illegalmente e i bambini ucraini deportati o trasferiti con la forza. Le siamo grati per gli sforzi che ha già compiuto per agevolare il ritorno dei bambini ucraini alle loro famiglie.
Le scriviamo oggi alla vigilia della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza sessuale nei conflitti, che ricorre ogni anno il 19 giugno. Questa giornata ci ricorda l’impatto devastante della violenza sessuale legata ai conflitti su individui, famiglie e comunità, nonché l’importanza di assicurare che tali crimini non restino impuniti e di garantire un sostegno duraturo alle sopravvissute. In questo contesto, desideriamo richiamare la Sua attenzione sulla situazione delle donne civili ucraine detenute dalle autorità russe, molte delle quali hanno denunciato violenze sessuali e altre forme di maltrattamento, e sollecitare una maggiore attenzione internazionale alla loro sorte.
Nel 2025, gli scambi di prigionieri tra Russia e Ucraina hanno portato alla liberazione di un numero di civili ucraini detenuti nettamente superiore rispetto a qualsiasi anno precedente dall’inizio dell’invasione su vasta scala. Ciò è avvenuto nel contesto dei rinnovati sforzi diplomatici guidati da Suo marito, il presidente Trump. Tuttavia, tra i civili liberati e rimpatriati, solo sei erano donne. Molte donne ucraine restano detenute illegalmente, spesso in isolamento dal mondo esterno e in condizioni disumane, sottoposte sistematicamente a torture e ad altre forme di trattamento crudele e degradante.
Nel 2024, la giornalista ucraina Victoria Roshchyna è morta in detenzione russa. Il suo caso ha attirato l’attenzione internazionale sui gravi rischi a cui sono esposti i civili ucraini detenuti, comprese le donne.
Un’altra detenuta civile ucraina, Natalia Vlasova, è stata condannata lo scorso anno da un tribunale russo a 18 anni di reclusione sulla base di accuse fabbricate, tra cui terrorismo, spionaggio, tentati attacchi a membri delle forze dell’ordine e traffico illegale di armi. In tribunale ha raccontato come gli agenti di sicurezza l’avessero torturata durante gli interrogatori: scariche elettriche, denudamento, violenze sessuali, getti d’acqua, percosse e limatura dei denti. Il tribunale, tuttavia, ha rifiutato di prendere in esame le sue dichiarazioni. Yulia, la figlia di Natalia di nove anni, che non vede la madre da sette anni, la aspetta a Kyiv.
Il numero esatto di donne civili ucraine detenute illegalmente in Russia resta sconosciuto, poiché le autorità russe non divulgano informazioni sul loro conto. Il Centro per le libertà civili e l’Ukrainian War Archive, entrambi membri della campagna People First, hanno identificato 257 donne civili ucraine attualmente prigioniere in Russia, sebbene questo elenco rimanga incompleto. Molte delle detenute necessitano urgentemente di cure mediche e alcune potrebbero non sopravvivere a un’ulteriore prolungata detenzione.
La Sua voce e la Sua autorevolezza potrebbero contribuire a richiamare l’attenzione internazionale su questa questione e a sostenere gli sforzi per ottenere la liberazione di queste donne. La esortiamo rispettosamente a dare voce alla situazione dei civili ucraini detenuti, in particolare delle donne, nei Suoi interventi pubblici e nelle iniziative umanitarie legate alla guerra in Ucraina. Una maggiore attenzione internazionale può contribuire a fare della situazione dei detenuti civili una priorità nei negoziati in corso sulla guerra della Russia contro l’Ucraina.
La campagna People First e le sue organizzazioni partner sono pronte a fornire ogni ulteriore informazione che possa esserLe utile in questi sforzi.
La ringraziamo per l’attenzione che dedica a questa questione umanitaria e di diritti umani di fondamentale importanza.
Rispettosamente,
ORGANIZZAZIONI MEMBRI